Reati finanziari e bancari
Istituti finanziari e bancari possono incorrere in varie forme di responsabilità penale nello svolgimento della propria attività. I reati finanziari e bancari, previsti rispettivamente dal d.lgs. n. 58/1998 (T.U.F.) e dal d.lgs. n. 385/1993 (T.U.B.), sono posti a tutela del regolare funzionamento del mercato finanziario, sempre più labirintico, e del corretto esercizio dell’attività bancaria.
Il sistema predisposto dal legislatore si fonda sulla logica del c.d. doppio binario, per la quale l’autore degli illeciti è soggetto contemporaneamente a sanzioni amministrative e penali. Si tratta di un meccanismo molto criticato in dottrina perché si pone in tensione con il fondamentale principio di garanzia del ne bis in idem sostanziale, che impone di evitare duplicazioni sanzionatorie nei confronti del soggetto che abbia posto in essere un unico fatto illecito, e che oggi trova una consacrazione sopranazionale, all’art. 4 del Protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (C.E.D.U.).
Lo studio ha acquisito una solida preparazione in questo campo, soprattutto con riferimento alle più delicate fattispecie di esercizio abusivo dell’attività bancaria e finanziaria, abusiva emissione di moneta elettronica, abusiva attività di prestazione dei servizi di pagamento, esercizio abusivo dell’attività di agente in attività finanziarie, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, abuso di informazioni privilegiate (c.d. insider trading) e manipolazione del mercato (c.d. aggiotaggio o market abuse).
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