E’ inammissibile il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Lipera contro l’ordinanza di archiviazione del procedimento penale a carico dei dirigenti e tecnici della società Cmc di Ravenna dopo il crollo di un edificio in via Castromarino a Catania, avvenuto nel gennaio 2020: lo ha stabilito la Cassazione.
La Suprema Corte – rende noto lo Studio legale Torrisi – ha confermato l’assenza di responsabilità in capo agli indagati – difesi dall’avvocato Giampiero Torrisi – e ha condannato i ricorrenti, oltre al pagamento delle spese processuali, anche ad un ammenda di 3.000,00 ciascuno. «Nessun errore – spiega il legale – quindi, è stato commesso dall’impresa realizzatrice dell’opera, dai suoi dirigenti e dai suoi tecnici. Si chiude definitivamente così una vicenda che ha visto molte strumentalizzazioni mediatiche».
Qualche giorno fa, era stato lo stesso Lipera a chiedere la riapertura delle indagini. «Le persone offese dal disastro crollo – spiega Lipera – hanno presentato istanza al procuratore di Catania affinchè quest’ultimo richieda al Gip la riapertura delle indagini». L’istanza è stata trasmessa anche al procuratore generale presso la Corte di Appello di Catania e alla Corte di Cassazione.
I residenti
«Con vero rammarico – fa sapere Lipera – abbiamo appreso la notizia che la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei poveri disastrati di Castromarino. Ricordo tuttavia che proprio pochi giorni fa era stata presentata motivata e circostanziata istanza alla Procura della Repubblica perché riapra le indagini.Non ci limiteremo a questo, ma preannuncio che proporremo ulteriori iniziative giudiziarie, poiché la perizia che fu fatta avanti al Tribunale Civile ha confermato che il crollo è avvenuto a causa dei lavori della metropolitana. Pertanto questa storia non finisce qui».
FONTE: LA SICILIA
LEGGI ANCHE:
